Il teorema del pappagallo – Denis Guedj
Trama - È una variegata umanità quella che gravita attorno alla libreria parigina «Mille e una pagina», in cui ci si può imbattere a Montmartre: un libraio-filosofo ottuagenario dallo spirito indomito, una «burbera benefica» dal passato nebuloso, due gemelli tanto uguali quanto diversi, un ragazzino sordo dalle risorse insospettabili e un autista che ha viaggiato per il mondo, senza mai lasciare Parigi. Quando, però, il signor Ruche, l’anziano libraio, riceve la lettera di un vecchio compagno di università scomparso misteriosamente in Amazzonia, lo strano equilibrio di questo mondo è destinato a mutare. La lettera annuncia, infatti, l’arrivo di un’intera collezione di libri antichi, una sorta di «summa» del sapere matematico dell’umanità. Ma questo preziosissimo e inatteso dono nasconde… una morte misteriosa. Le strade di Parigi assumono allora tutte le sfumature del giallo, di un giallo in cui i testimoni si chiamano Talete, Pitagora, Fermat e parlano per bocca di un coloratissimo, volubile e saccente pappagallo… Scritto con felice estro narrativo Il teorema del pappagallo è una piccola grande epopea dei numeri che non solo unisce humour, suspense e scienza, ma svela la trascinante vitalità dell’«arida» matematica.
Commento - Assolutamente non digiuno della materia matematica, leggendo queste recensioni mi sarei aspettato di trovare un libro colto, avventuroso e, soprattutto, matematico, invece ho trovato un mattone scontato, pesante da leggere e ripetitivo. E’ un libro che racconta, con una visione parecchio noiosa, la storia della matematica. Non parla di matematica. Qualche aneddoto storico può risultare curioso, ma nulla di più. Non un teorema, non un’avvincente dimostrazione che si condensi con la trama. Nulla di nulla.
A condire, in ultimo, il parere del tutto negativo, vi è una spropositata presenza di matematici arabi rispetto agli europei. Non che esso non sia giusto di principio. Semplicemente la proporzione numerica delle pagine dedicate agli uni piuttosto che agli altri, fa un torto alla vera storia matematica: interi capitoli dedicati a Al-Kayyam, nessuna parola su Lagrange o Cantor, poche e risolute pagine su Gauss, Fermat, Fourier.
Commento assolutamente negativo

