Coincidenze storiche…
Gronchi, che era stato per breve tempo sottosegretario nel primo governo costituito da Mussolini dopo la marcia su Roma [...] era un bell’uomo dall’oratoria forbita, e ostentava propensione per le più audaci riforme sociali. De Gasperi non lo amava – ricambiato – e per liberarsene l’aveva issato alla carica prestigiosa ma scarsamente operativa di Presidente della Camera. Il 29 Aprile 1955 Gronchi fu capo dello Stato, e non perse occasione, da quel momento in poi, per esprimere opinioni che non sempre collimavano con quelle del governo.
Indro Montanelli – L’Italia del Millennio – Cap. XVI pag. 427
Quando si dice che la Storia non fa mai nulla a caso…
Quel tale Gronchi che, dopo la morte di De Gasperi, con il quale era in contrasto, divenne Presidente della Repubblica, ci ricorda il Gianfranco Fini odierno. E anche nella posizione di Capo dello Stato non si risparmiò mai critiche all’esecutivo, che, nei tempi precedenti, gli erano costate l’isolamento alla Presidenza della Camera, carica prestigiosa ma scarsamente operativa.

Perché la Storia quei personaggi anzi già fatti cadaueri, li richiama in vita, li passa in rassegna, e li schiera di nuovo in battaglia. (A. Manzoni)
All’indomani dell’Unità
A Palermo, il potere era stato affidato, con la carica di Luogotenente , a Montezemolo. A Napoli rimase, con lo stesso titolo, nelle mani di Farini, che scriveva al Primo Ministro (Cavour, ndr): «Altro che Italia! Questa è Africa. I beduini, a riscontro di questi cafoni, sono fior di virtù civile». Era con questo animo che i “fratelli” del Nord si disponevano all’integrazione con quelli del Sud.
Indro Montanelli. Storia d’Italia vol XV – 1972

Luigi Carlo Farini
Possiamo tranquillamente confermare come questa differenza culturale non sia mutata con il tempo. Permane all’interno della nostra società una sostanziale differenza culturale, mentale, sociale, organizzativa, burocratica e linguistica fra Nord e Sud. Solo stolti e visionari negano ciò.
Sono fermamente convinto che le necessità storiche non esistano, ma posso tranquillamente affermare che ci sia una grande probabilità (rimangono ignote le tempistiche) di un’affrancamento delle due realtà dal legame centrale chiamato stato italiano. La Storia ce lo insegna: i popoli sono sempre riusciti ad autodeterminarsi, la differenza è stato il lasso di tempo impiegato.



