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Archivio di febbraio 2012

Rinascimento tecnologico italiano?

Dopo anni dietro le quinte, ad assistere o a concedere (nda) successi tecnologici agli USA o al Giappone, forse è arrivato il momento in cui anche l’Italia potrà dire la sua.
Partirà con Volunia il Rinascimento Tecnologico italiano? Avremo anche noi i nostri Gates, Page, Zuckerberg o Torvalds? Saranno i nuovi Michelangelo, Leonardo o Raffaello della tecnologia? Si spera. I presupposti ci sono. Abbiamo inventori, idee e geni. Manca l’azienda, l’impresa Italia.

Oltre al lancio odierno di Volunia, la tecnologia italiana offre molte altre eccellenze: ne sia un esempio Arduino, scheda elettronica open-source.  Il problema, però, continua a rimanere l’eccessiva burocrazia, l’esacerbante pressione fiscale, il mancato stimolo per le imprese a fare produzione sul nostro territorio, ma, soprattutto, una mentalità clientelare che osanna il culto della furbizia sopra l’intelligenza.

Meditiamo su queste lentezze. Pensiamo perché, da noi, per fare qualsiasi pratica, per aprire un’impresa o per ottenere un finanziamento ci vogliano tempi improponibili. E le imprese italiane cercano riparo all’estero. Notizia di poco tempo fa è che le PMI italiane stanno stipulando patti economici con banche estere, come la Santander.
E mentre meditiamo (e speriamo), gustiamoci un po’ questo video su Volunia sul sito de Il sole 24 ore.

 

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Flavio Tosi

Tra i sindaci che stimo maggiormente c’è Flavio Tosi. Amministra con successo una grossa città come Verona.

Dovrebbe essere un esempio per tutti i leghisti

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Il teorema del pappagallo – Denis Guedj

Trama - È una variegata umanità quella che gravita attorno alla libreria parigina «Mille e una pagina», in cui ci si può imbattere a Montmartre: un libraio-filosofo ottuagenario dallo spirito indomito, una «burbera benefica» dal passato nebuloso, due gemelli tanto uguali quanto diversi, un ragazzino sordo dalle risorse insospettabili e un autista che ha viaggiato per il mondo, senza mai lasciare Parigi. Quando, però, il signor Ruche, l’anziano libraio, riceve la lettera di un vecchio compagno di università scomparso misteriosamente in Amazzonia, lo strano equilibrio di questo mondo è destinato a mutare. La lettera annuncia, infatti, l’arrivo di un’intera collezione di libri antichi, una sorta di «summa» del sapere matematico dell’umanità. Ma questo preziosissimo e inatteso dono nasconde… una morte misteriosa. Le strade di Parigi assumono allora tutte le sfumature del giallo, di un giallo in cui i testimoni si chiamano Talete, Pitagora, Fermat e parlano per bocca di un coloratissimo, volubile e saccente pappagallo… Scritto con felice estro narrativo Il teorema del pappagallo è una piccola grande epopea dei numeri che non solo unisce humour, suspense e scienza, ma svela la trascinante vitalità dell’«arida» matematica.

Commento - Assolutamente non digiuno della materia matematica, leggendo queste recensioni mi sarei aspettato di trovare un libro colto, avventuroso e, soprattutto, matematico, invece ho trovato un mattone scontato, pesante da leggere e ripetitivo. E’ un libro che racconta, con una visione parecchio noiosa, la storia della matematica. Non parla di matematica. Qualche aneddoto storico può risultare curioso, ma nulla di più. Non un teorema, non un’avvincente dimostrazione che si condensi con la trama. Nulla di nulla.
A condire, in ultimo, il parere del tutto negativo, vi è una spropositata presenza di matematici arabi rispetto agli europei. Non che esso non sia giusto di principio. Semplicemente la proporzione numerica delle pagine dedicate agli uni piuttosto che agli altri, fa un torto alla vera storia matematica: interi capitoli dedicati a Al-Kayyam, nessuna parola su Lagrange o Cantor, poche e risolute pagine su Gauss, Fermat, Fourier.
Commento assolutamente negativo

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Apertura di nuove sezioni

Volendo ampliare il bacino di utenza del blog anche al di fuori della politica, apro due nuove sezioni:

- Recensioni e cultura: tutti gli articoli su recensioni di libri, film, eventi e quant’altro.

- Tecnologia: sono studente di ingegneria e, perché non aprire una sezione in cui si parla di tecnologia, elettronica, informatica?

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