Archivio di maggio 2010
On the radio: la maturità si avvicina
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Quando la maturità si avvicina, gli studenti iniziano a temere. Viaggio dal Piemonte al Veneto attraverso le maturità dei Giovani Padani; consigli e aiuti su come viverle.
Discussione, poi, sull’introduzione del voto minimo di 6/10 in ogni materia per poter essere ammessi all’esame.
Bisogna premiare il merito, evitando, comunque, sempre, valutazioni di tipo politico.
On the radio: valutazione dell’insegnamento delle ore di Religione
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Domenica 16 Maggio, come ogni Domenica, in onda l’Ora Buca, su Radio Padania Libera, condotta da Fabio Molinari. In questa puntata si discute sulla sentenza del TAR del Lazio che autorizza la valutazione delle ore di Religione; nelle scuole secondarie, ciò comporterà anche l’assegnazione di crediti extra.
La posizione del movimento è chiara: siamo d’accordo sulla continuazione dell’insegnamento della religione nelle scuola (benché siano ore fortemente politicizzate dalla linea politica della CEI), ma rimaniamo fermamente contrari alla possibilità che esse vengano valutate. Ciò comporterebbe giudizi politici e che penalizzerebbero i cittadini padani ed italiani che scelgono di non avvalersi di tale insegnamento.
Inoltre, in quanto i religiosi professano l’adesione puramente interiore alla fede, non è corretto renderla materia di valutazione, perché, paradossalmente, si finirebbe per valutare la fede di ognuno.
E chi siamo noi per valutare la fede di questa o di quella persona?
Consiglio Comunale – 13 Maggio 2010
«Signor sindaco, il mio vuole essere un intervento politico in merito alle sue dichiarazioni comparse su Il Cittadino di Sabato 24 Aprile. Definiva il suo esecutivo deciso e composto da “segretari” di partito.
Ecco, signor sindaco, ho alzato la mano per votare il suo esecutivo in quanto credo nelle tre persone che il mio movimento, la Lega Nord per l’Indipendenza della Padania, ha scelto per investirle del ruolo assessorile. Gli assessori Manzotti, Zecchin e Motta sono espressione della volontà della sezione della Lega Nord. Non è intenzione del mio discorso difendere altri, se non quelle 3 persone che siedono al suo fianco e che condividono con me ideali ed aspirazioni politiche.
In particolare gli Assessori Manzotti e Zecchin hanno dimostrato egregiamente nella scorsa legislatura di sapere adempiere adeguatamente al loro compito, distinguendosi per meriti e capacità; motivo per cui noi, Lega Nord, abbiamo scelto di sostenere fin da principio la loro candidatura (siamo stati l’unica forza politica ad avere i 3 nomi fin dall’inizio).
Ecco, signor sindaco, posso prendere atto che il suo fosse un intervento che attaccasse in un certo senso il potere segretarile che si è intromesso nelle nomine dei suoi assessori;ma non è possibile generalizzare su tutta la maggioranza,
in quanto quelle tre persone, rispondono ad ogni criterio di scelta: attitudini, capacità, disponibilità e merito.
La Lega Nord ha scelto in base a queste discriminanti, e intende portare avanti la sua decisione. Crediamo che le nomine politiche debbano fare il bene della città intera, motivo per cui abbiamo scelto in base ad indici meritocratici, ed al contempo non debbano assolutamente fare gli interessi di alcun politicante.
Per quanto ci riguarda, non c’è stata nessuna forma di clientelismo, il merito, da noi, è stato premiato. Percui, signor sindaco, se ho alzato la mano per votare il suo esecutivo è stato perché credo nel programma che lei ha sottoscritto con i segretari, ma soprattutto perchè credo nei miei assessori, Manzotti, Zecchin e Motta.»
Da parte del Sindaco non c’è stata alcuna risposta argomentata, volta perlopiù a rettificare le sue dichiarazioni comparse sui giornali in merito alla nomina della sua giunta, ma solo una liquidazione delle mie critiche, in quanto sembra che i giovani non possano parlare perché privi di esperienza. E’ stato infatti detto «Prima di parlare dovrebbe fare un po’ di esperienza».
Il mio intervento andava a colpire quelle dichiarazioni che condannavano anche la Lega Nord, che invece ha designato gli assessori per meriti e competenze, fin dall’inizio. Ho voluto difendere i miei assessori, accusati ingiustamente di forme di nepotismo o clientelismo.
Ho difeso il merito, e lo rifarei.
Economist: il Sud Italia? «Un bordello»
«The rest of Italy, from Rome downwards, would separate and join with Sicily to form a new country, officially called the Kingdom of Two Sicilies (but nicknamed Bordello). It could form a currency union with Greece, but nobody else.»
Economist – 29 Aprile 2010

Il settimanale economico più prestigioso del mondo, sembra tutto ad un tratto dare ragione alle tesi che la Lega sventola da 20 anni: il Sud Italia è una zavorra per il Paese. Andrebbe, secondo l’Economist, letteralmente confinato in un nuovo Regno delle Due Sicilie, imparentato economicamente con la Grecia (e qui si capisce il prestigio economico di cui godono Grecia e Magna Grecia).
Insomma, l’Economist riconosce pubblicamente la grande differenza economica fra Nord e Sud Italia. Riconosciuta, quest’oggi sul Corriere, anche da Enrico Letta, vicesegretario del Partito Democratico. Dice che l’Italia senza Calabria, Campania e Sicilia, avrebbe un PIL pro capite addirittura superiore alla Germania… In maniera ovviamente retorica, Bassolino ha risposto osannando l’unità d’Italia e dicendo che la sua regione è una parte fondamentale del paese.
La domanda sorge spontanea: cui prodest Italia unita?
Il cortometraggio sulle verità dell’Islam
Il cortometraggio del 2008 è curato dall’Olandese Geert Wilders, che, attraverso un’acuta analisi del testo Coranico e delle parole dei mujaheddin, ha ricostruito tutte quelle verità legate alla religione islamica, che spesso e volentieri una certa opinione pubblica ha voluto nasconderci.
Il documentario, Fitna (فِتْنَةٌ), che in Arabo significa “prova di fede nei momenti di fede”, ”guerra civile”, “divisione”, è una denuncia all’Islam attraverso le Sura (versetti) Coranici.
Inutile citare le varie minacce di morte che Wilders ha ricevuto per averlo creato (e che continua a ricevere). Il “tollerante” mondo islamico ha già riservato a Theo Van Ghog, anch’esso regista di un altro film-denuncia sull’Islam, l’omicidio.
La domanda allora è: si può permettere in un’Europa libera il diffondersi di queste idee? Si può permettere l’involuzione sociale perpetrata da tale verbo?
Meditate.





