L’intolleranza verso i Padani
Settimana scorsa, navigando in rete, mi sono imbattuto in un articolo, sul sito “la voce di No Mas”, che tratta del presunto razzismo dei Padani e dei leghisti, accusati, dall’autore, Marco Besana, di essere i principali promulgatori di un’intolleranza di siffatto genere. Tutto ciò è nato come critica alla sezione del sito del movimento dei Giovani Padani, nel quale si fornisce uno spazio per denunciare eventuali atti di violenza ed intolleranza nei confronti di leghisti o Padani in genere. Molto spesso mi è capitato di essere apostrofato, da questo o quel personaggio, come rozzo od ignorante, solo perché mi dichiaravo aderente a tali ideali, salvo poi dimostrare sul campo come i titoli, attribuiti in forma puramente gratuita, fossero, nella maggior parte delle volte, invertiti. Se non si può parlare esattamente di razzismo, è pur vero che vi è un’intolleranza di fondo nei confronti di quanti o condividono gli ideali leghisti o, semmai, si sentono appartenenti ad una cultura che non è quella italiana, ma quella della regione cui appartengono. Essere e riconoscersi Padani, non è sinonimo di nazionalismo o di razzismo, bensì è una libertà che persino Woodrow Wilson, nel lontano 1918, citava nei suoi 14 punti, quella dell’autodeterminazione dei popoli. Non è mia intenzione dilungarmi in questo articolo sulle motivazioni che mi spingono a credere nell’esistenza di un’identità padana, ma invito il lettore a consultare tale dispensa, egregiamente curata, sulle ragioni per cui credere e difendere tale affermazione.
Ritornando all’articolo sopra citato, l’autore arriva pure a chiedersi “come possa esserci razzismo” nei confronti dei Padani, quasi come se la Storia non abbia già visto, nelle sue pieghe, sparizioni più o meno improvvise di popolazioni e culture; cosa, che, ahimè, è successa, con il Risorgimento, poi con il Fascismo ed infine con il Dopoguerra, ai danni delle popolazioni preunitarie, che si sono viste cancellate a favore della creazione di un’artificiosa identità Italiana.
É citato come esempio che porti l’ignaro lettore ad apostrofare il leghista come razzista, un presunto volantino della sezione della Lega Nord di Mirano (VE), che invitava a torturare i clandestini: la polemica che ne uscì a suo tempo venne poi smentita in quanto fu accertato, sia che la sezione del paese in questione nemmeno esiste, sia che il volantino era frutto di un fotomontaggio di un blog espressamente anti-padano.
Vengono inoltre criticate alcune affermazioni di Matteo Salvini, fra cui quella delle carrozze separate per i Milanesi. Ovviamente l’informazione è errata anch’essa, poiché presa fuori contesto: l’europarlamentare, dibattendo circa la quasi scomparsa dei Milanesi a Milano, ironicamente affermava che, continuando così, sarebbero stati creati dei vagoni separati per i Milanesi, poiché finiranno segregati come i Sioux in America. L’informazione spesso lascia il posto alla disinformazione, e parole come queste prendono molte volte la via opposta, vittime di penne maligne.
Riguardo, poi, i cori da stadio nei confronti dei Meridionali, non vorrei rompere quel tabù, che vede questi ultimi sempre vittime dei “meschini nordisti razzisti”, portando l’esempio della signora Ciampi, che, in una visita a Napoli affermava “La gente del Sud più buona ed intelligente”. Se questo non è razzismo, è lecito che il lettore si interroghi su cosa sia veramente, se non l’aperta affermazione della superiorità di una cultura sopra l’altra.
Ci spiace che un sito così ricco di contenuti, interessante, e che io stesso apprezzo molto per le iniziative e l’informazione, come “la voce di No Mas”, cada in polemiche di tale genere, specialmente perché sterili, e perché neppure il cittadino comune crede più alla favola del Nord razzista ed intollerante.



