Who is Mario Monti?
Mario Monti was born in Varese, Lombardy. He is married with two children. He holds a degree in economics and management from Bocconi University, Milan. He completed graduate studies at Yale University, where he studied with James Tobin, the Nobel prize-winning economist.
He taught economics at the University of Turin (1970-85) before moving to the Bocconi University of Milan, of which he has been rector (1989-1994) and then president (since 1994). His researches have conducted to the Klein-Monti model, aimed at describing the behaviour of banks operating under monopoly circumstances.
In 1994 he was appointed to the European Commission, along with fellow-Italian, Emma Bonino, by the first Silvio Berlusconi government. In his capacity as European Commissioner from 1995, he was responsible for “Internal Market, Financial Services and Financial Integration, Customs, and Taxation”.
Four years later, in 1999, Massimo D’Alema’s government confirmed his appointment to the new European Commission under the presidency of Romano Prodi. Thereafter he was responsible for “Competition”, in which capacity he initiated anti-monopoly proceedings against Microsoft. He also led the investigation into the proposed merger between General Electric and Honeywell in 2001, which the European Commission blocked.
The second Berlusconi government did not confirm him in 2004, and proposed Rocco Buttiglione in his place. Since Rocco Buttiglione was rejected by the European Parliament, the government proposed Franco Frattini.
Mario Monti is the President of the Bocconi University of Milan and the first chairman of Bruegel, a European think tank founded in 2005.
He is also European Chairman of the Trilateral Commission, a neoliberal think tank founded in 1973 by David Rockefeller and member of the Bilderberg Group .
In 2010, upon charge of president Barroso, Monti published a Report on the future of the Single Market, proposing further measure towards the completion of the EU single market
On 15 September 2010 Monti supported the new initiative Spinelli Group, which was founded to reinvigorate the strive for federalisation of the European Union (EU). Other prominent supporters are: Jacques Delors, Daniel Cohn-Bendit, Guy Verhofstadt, Andrew Duff, Elmar Brok.
On 2 September 2011 Monti shuns the issue of an interim technical leadership for Italy in the next weeks.
On 7 November 2011, I would like Monti to be the new Italian Prime Minister. Both Italian and European economies want him.
«A Lissone, chi costruisce, lo sceglie la politica»
Lissone - “Io ci ho impiegato 2 anni e mezzo, ad ottenere l’approvazione a costruire, gli altri ci hanno messo 7-8 mesi, a Lissone chi costruisce e chi no lo decide la politica”. Un sassolino (nemmeno troppo piccolo) che rischia di generare una valanga. La procura di Monza ha intenzione di convocare nuovamente il costruttore Eugenio Zanella, dopo le dichiarazioni molto forti rese da quest’ultimo mercoledì, nell’ambito del processo che lo vede imputato assieme all’architetto Marco Terenghi, ex responsabile dell’ufficio tecnico del comune, per concorso in corruzione in relazione al piano integrato di intervento di via Giotto Vasari.
Lo stesso processo che vede sul banco degli imputati, per un’altra vicenda edilizia minore, anche un altro imprenditore, Lino Lacchei e una professionista del settore, l’architetto Laura Valotti. Si tratta, in particolare di un intervento edilizio in via Pisacane. Le parole di Zanella, ora, rischiano di scatenare un terremoto sull’amministrazione: “Di me hanno detto che costruivo i grattacieli, mentre erano altri che lo stavano facendo, anche su terreni più piccoli del mio. A chi mi riferisco? Per esempio a Giulio Mosca (imprenditore edile ndr). E la cosa folle è che il consiglio comunale li ha approvati questi progetti. E qui stiamo parlando di politica”.
A questo punto, il pubblico ministero Salvatore Bellomo e il presidente del collegio giudicante Italo Ghitti, hanno incalzato l’imputato, invitandolo a fare nomi e cognomi. Zanella non si è sottratto: “Di quali politici? Io, per esempio, ho avuto a che fare con l’assessore Edgardo Gabani e con l’assessore Ruggero Sala che era anche vicesindaco”. Ora, visto il peso delle dichiarazioni, il pm potrebbe aprire un procedimento separato, e interrogare Zanella come persona informata sui fatti. Le accuse sul Pii di via Giotto, riguardano l’autorizzazione a costruire, data dal Comune, l’equivalente di 17 palazzi.
Grandi volumi, in cambio di concessioni di opere pubbliche ritenute troppo ridotte, come l’ampliamento della scuola elementare di via Tasso e la costruzione della nuova palestra per lo stesso istituto. Pratica che secondo il pm sarebbe stata affidata a Zanella da parte di Terenghi sulla base di un accordo corruttivo. Vicenda sulla quale, erano stati presentati due esposti alla Procura di Monza. A seguire l’udienza, mercoledì, c’era anche il sindaco Ambrogio Fossati. Dopo l’esame degli imputati, il tribunale ha rinviato il processo. Si torna in aula il prossimo 28 novembre.
tratto da ilcittadinomb.it
Paura di quello che avrebbe potuto dire Gheddafi
Da un articolo del Corriere su questo vergognoso atto, voglio citare una sola frase. Scempio inverosimile, che fa nascere nel sangue una nuova democrazia. Democrazia zoppa, monca e vergognosamente corrotta fin dal principio. Un ventenne che uccide un uomo – criminale o meno, non è questo il punto – che implora di non sparare. Avrebbe subito un regolare processo. Perlomeno così si fa nelle democrazie (quindi non negli USA e nello statunitense Iraq).
Delle bestie che uccidono una bestia (non c’è altro nome per descrivere qualcuno che uccide e filma con la stessa crudeltà). Non è democrazia. Probabilmente ha ragione qualcuno a dire che è l’ennesimo cambio di centri di potere voluto da multinazionali del petrolio, che, cogliendo l’occasione della rivolta, si sono disfate di un alleato che ormai era scomodo. Ma che è stato comodo per più di 40 anni.
Ma ecco qui la frase di cui parlavo:
«Dopo decenni di massacri, ritengono che giustizia sia fatta. E sono rilassati anche coloro che temevano un possibile processo-show del Raìs: avrebbe avuto tante cose da raccontare»
Per favore, non chiamateli studenti
Milano – Guerriglia urbana: protagonisti, dicono, gli studenti.

Ma questi non sono studenti. I veri studenti sono in classe a studiare per crearsi un futuro. L’unico futuro che vedo per i sovversivi che oggi hanno protestato con lanci intimidatori di oggetti contundenti in direzione di banche e polizia, è la galera.
La manifestazione è lecita, se civile. La violenza di queste azioni deve essere condannata, come l’ignoranza alle spalle di certi slogan. Vogliono essere gli indignados italiani, ma i veri indignati, coloro che sono stufi di questo paese tanto loquace quanto poco concreto, sono nelle fabbriche a portare avanti l’economia, sono nelle università o a scuola a costruirsi un domani.
Antifascisti militanti, si definiscono. Antifascisti che hanno come prerogativa la violenza. Coerenti?
Venerdì scorso – e il lettore si chieda perché le manifestazioni studentesche avvengono esclusivamente di venerdì – il treno
suburbano che prendo per andare all’università è stato letteralmente bloccato da un gruppo di questi sovversivi, che, dopo essere saliti in carrozza all’urlo di «scioperiamo le scuole», fumando vistosamente marijuana, hanno circondato il controllore. Ascoltando i loro discorsi, veniva da chiedersi se sapessero le motivazioni della manifestazione. Ne dubito. Frasi del calibro di “Scioperiamo le scuole perché la Gelmini vuole toglierci Facebook” erano una costante. Treno pieno di pendolari, di persone che devono timbrare il cartellino o firmare il foglio di presenza alle lezioni che subisce pesanti ritardi. Rigorosamente senza biglietto, scendono dopo 3 fermate, lasciando – oltre che l’odore di canne – anche uno sbigottimento generale nei passeggeri.
Ignoranza mista a violenza: per favore, non chiamateli studenti!




Lissone - “Io ci ho impiegato 2 anni e mezzo, ad ottenere l’approvazione a costruire, gli altri ci hanno messo 7-8 mesi, a Lissone chi costruisce e chi no lo decide la politica”. Un sassolino (nemmeno troppo piccolo) che rischia di generare una valanga. La procura di Monza ha intenzione di convocare nuovamente il costruttore Eugenio Zanella, dopo le dichiarazioni molto forti rese da quest’ultimo mercoledì, nell’ambito del processo che lo vede imputato assieme all’architetto Marco Terenghi, ex responsabile dell’ufficio tecnico del comune, per concorso in corruzione in relazione al piano integrato di intervento di via Giotto Vasari.

